Troppi professionisti lavorano ancora con Windows XP, che fare?

Nei giorni scorsi, durante i corsi rivolti agli architetti di Udine e Pordenone, ho constatato come molti professionisti stiano ancora lavorando con Windows XP, sistema operativo di casa Microsoft il cui supporto è terminato definitivamente l’8 Aprile scorso e per il quale, a fronte di qualsiasi nuova vulnerabilità di sistema, anche critica, scoperta (e già ne sono state scoperte), non verranno più rilasciate patch, lasciando quindi il PC esposto ai malintenzionati digitali.

Questi professionisti ahimè sono in buona compagnia, secondo il sito di statistiche NetMarketShare infatti gli utenti desktop ancora legati ad XP sono ancora il 13,57%. Fortunatamente molti produttori di software, compresi quelli di antivirus, continuano a supportarlo, ma questo non basta a proteggere un sistema ormai vulnerabile e chi come me lavora con documenti digitali di aziende terze deve a maggior ragione considerare la sicurezza informatica come una priorità.

Il supporto ufficiale a Windows XP è terminato definitivamente l'8 Aprile scorso

Il supporto ufficiale a Windows XP è terminato definitivamente l’8 Aprile scorso

Che fare?

La risposta, in un periodo di ripresa economica, sarebbe scontata: aggiornare. Purtroppo quel periodo appare ancora lontano e per molti lavoratori autonomi ogni voce di spesa, anche se piccola, pesa come un macigno. Il costo dell’aggiornamento inoltre potrebbe non essere tanto piccolo, perché nella peggiore delle ipotesi potrebbe non limitarsi al prezzo di una nuova licenza di Windows: dobbiamo verificare che il nostro hardware sia completamente supportato dal nuovo sistema, che tutti i driver di scheda video, audio, ecc. siano disponibili e che i nostri software di lavoro (ad esempio i CAD) possano girarci senza problemi. Potrebbe risolversi tutto con un esborso tutto sommato gestibile o con un drammatico effetto domino di spese, vale la pena valutare in anticipo la situazione.

E se il costo fosse troppo alto per le mie tasche?

I casi sono due:

  1. Incrocio le dita e resisto con XP scaricando fino all’ultimo aggiornamento e service pack disponibili, evitando di collegarmi in rete con Internet Explorer o Outlook (scegliere alternative aggiornate come Firefox e Thunderbird) e tenendo aggiornati tutti gli altri programmi che ancora lo supportano, in particolare l’antivirus.
  2. Valuto la migrazione ad una distribuzione GNU/Linux affidabile e di facile utilizzo come Ubuntu ed entro in un mondo di software sempre aggiornati e a zero costo di licenza.
Ubuntu è il desktop Linux più diffuso al mondo e molte aziende e pubbliche amministrazioni lo hanno scelto come perfetto sostituto di Windows XP

Ubuntu è il desktop Linux più diffuso al mondo e molte aziende e pubbliche amministrazioni lo hanno scelto come perfetto sostituto di Windows XP

Posso davvero passare a Ubuntu senza difficoltà?

Ubuntu è Open Source e gratuito, è sicuro e offre una suite completa di programmi (anch’essi Open Source e gratuiti) molti dei quali già disponibili per Windows, o comunque largamente compatibili e gode di ogni genere di supporto qualificato, ma in ogni caso la risposta è no: anche nel caso più favorevole il passaggio non può essere del tutto indolore.

  • L’ambiente grafico, per quanto intuitivo, è diverso e richiede un minimo di adattamento (non che le nuove versioni di Windows non lo richiedano).
  • Dimentichiamoci Internet Explorer e Microsoft Outlook, il passaggio a Firefox o Chrome e a Thunderbird o Gmail (o decine di altre possibili alternative) è necessario.
  • Dimentichiamoci MS Office, l’alternativa è LibreOffice (o altre possibili alternative), una suite davvero eccellente e in costante miglioramento, ma che comunque può presentarci qualche piccola difficoltà o problema di adattamento.
  • Non tutti i programmi che siamo abituati ad usare su Windows sono disponibili tali e quali su Ubuntu, spesso bisogna cercare una soluzione alternativa e anche qui cambiare le nostre abitudini.

Il mio software CAD può girare su Ubuntu?

In maniera nativa no, a meno che non si tratti dell’ottimo DraftSight (perfetta alternativa ad AutoCAD, disponibile nelle versioni base, professional ed enterprise, qui trovate la mia recensione) o dell’interessante BricsCAD. La maggior parte dei software CAD professionali (almeno per il momento) non supporta ufficialmente Ubuntu.

Sono dunque costretto a rassegnarmi?

Non necessariamente, ci sono almeno due strade ancora praticabili:

  1. Far girare l’applicazione per Windows sotto Ubuntu grazie al software di compatibilità Wine.
  2. Creare una macchina virtuale XP su Ubuntu con un software di virtualizzazione tipo Oracle VM VirtualBox (Open Source e gratuito) o VMware Player (Closed Source e a pagamento per uso commerciale).

Wine non è un emulatore, bensì un “layer di compatibilità”: detto in parole povere è un software più efficiente di emulatore e quindi più performante. Per capire se il nostro software CAD può essere ben supportato da Wine possiamo consultare il database AppDB disponibile sul sito del progetto. Inserendo nel campo di ricerca in alto a destra il nome del programma otteniamo una scheda di test completa che esprime un rating (da Platinum a Garbage) sulla qualità del funzionamento ottenuta, assieme a preziose indicazioni su cosa eventualmente non funziona.

AutoCAD 2008 ad esempio ha ottenuto un rating "Gold" nel test con Ubuntu 14.04 LTS a 64 bit

AutoCAD 2008 ad esempio ha ottenuto un rating “Gold” nel test con Ubuntu 14.04 LTS a 64 bit

Creare una macchina virtuale XP su un sistema Ubuntu invece vuol dire sottrarre una parte delle prestazioni del PC per emulare la presenza di un secondo computer, quindi dobbiamo disporre di parecchia memoria RAM (almeno 4 GB). Comprare banchi di memoria aggiuntivi potrebbe costituire un esborso non esorbitante e aiuterebbe di molto le prestazioni finali. Se la “non-emulazione” con Wine presenta delle incognite, la soluzione della virtualizzazione è a colpo sicuro, in quanto la qualità di funzionamento del sistema emulato dipende sostanzialmente da quante risorse possiamo assegnargli. Per il resto i software di virtualizzazione offrono funzionalità in grado di integrare perfettamente il sistema emulato con quello di base e per gestire ad esempio il passaggio dei file è possibile condividere specifiche cartelle o procedere con un semplice copia&incolla o trascinamento dei file.

Oracle VM VirtualBox è un'ottima (e gratuita) soluzione per virtualizzare macchine su un sistema operativo GNU/Linux

Oracle VM VirtualBox è un’ottima (e gratuita) soluzione per virtualizzare macchine su un sistema operativo GNU/Linux

In conclusione

La strada semplice semplice non c’è, ma la buona notizia è che anche con poche risorse economiche possiamo mettere in sicurezza il nostro PC e, con un po’ di fortuna, innovare i nostri strumenti software. Dal mio personale osservatorio vedo un promettente e rapido sviluppo di soluzioni basate su Linux: già oggi le soluzioni Ubuntu + DraftSight o Ubuntu + BricsCAD sono servite e rappresentano delle alternative percorribili e vantaggiose per molti professionisti, il futuro (e non parlo di ere geologiche, ma di un anno o due) riserverà ancora più possibilità e sempre meno compromessi.

 

Immagine in evidenza di Steve Burt, via Flickr. I loghi di Ubuntu e Windows appartengono alle rispettive aziende.

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