Le sfide del terzo millennio per il Disegnatore Meccanico

Il Disegnatore Meccanico basa la sua professione su una materia che è storicamente consolidata: il Disegno Tecnico, che si compone di applicazioni geometriche, normative internazionali, basi sulla costruzione di elementi meccanici e di carpenteria, elementi di macchine, ecc.

Con la padronanza del Disegno Tecnico in mano il Disegnatore Meccanico, già dallo scorso secolo, è passato ad apprendere l’utilizzo degli strumenti software CAD in un percorso ideale che è partito dai software per la progettazione 2D (AutoCAD e simili) per poi arrivare a quelli per la progettazione 3D (SolidWorks, Inventor e via di seguito).

Se, per quanto riguarda il CAD 2D, possiamo affermare che il modello AutoCAD si è fondamentalmente imposto come standard (quindi appreso uno, appresi tutti. o quasi), nel caso del 3D notiamo una folta varietà di software concorrenti fra loro, ognuno con le proprie caratteristiche, e quindi non è facile maturare una preparazione generale. Fortunatamente negli ultimi anni le software-house hanno compreso l’importanza di proporre un approccio comune (anche per favorire eventuali migrazioni), quindi oggigiorno l’eventuale passaggio da un CAD 3D all’altro si rivela non eccessivamente traumatico.

Nel presente dunque è bene che il Disegnatore “alleni” una certa flessibilità e versatilità nell’approccio ai differenti software in modo da non trovarsi mai spiazzato, ma, parlando di prossimo futuro, quali sono le sfide che si troverà ad affrontare?

La più probabile, a mio avviso, è la Stampa 3D, dunque la prototipazione rapida. Questa tecnologia , grazie al modello di sviluppo Open Source, si sta sviluppando a ritmi vertiginosi trovando applicazione nei campi più disparati (industria aerospaziale, alta moda, biomedicina, ecc.), e già al giorno d’oggi è economicamente accessibile a tutti. La Stampa 3D è anche uno dei motori dell’innovativo movimento dei Maker, i cosiddetti artigiani 2.0, dunque ecco un altro settore ideale per il Disegnatore dotato di lungimiranza.

L’innovazione passa necessariamente per la costruzione fisica di qualcosa e dove si costruisce qualcosa c’è sempre un disegno tecnico. Potremmo ragionare sull’ipotesi che un giorno si arrivi alla fruizione esclusivamente digitale del progetto costruttivo e in base a questo i canoni del Disegno Tecnico (fondamentalmente basato sul supporto cartaceo) così come lo concepiamo potrebbe radicalmente cambiare, ma a mio avviso è poco probabile. Mentre il Disegno Tecnico è un linguaggio standard universale (e relativamente semplice ed immediato), il disegno digitale è frammentato in una moltitudine di formati chiusi, nessuno dei quali standard, dunque la convergenza sarà molto difficile da raggiungere (se non attraverso i formati aperti e dunque l’Open Source).

Consoliamoci dunque, potenzialmente il nostro mestiere avrà sempre un futuro, basta solo farsi trovare pronti 🙂

 

Credits: immagine in evidenza via libreoffice.org

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